Telethon parte II

Da dove inizio? Come buttare giù una giornata come oggi, cercando di imprigionare l’emozione, la paura, la fragilità?
Come sempre sento il bisogno di scrivere, con la paura di dimenticare un giorno, tutto ciò che oggi ho vissuto.

E oggi ho vissuto, tutto al massimo. Tanto che ora, dopo aver salutato e baciato il mio super terrestre nel viaggio in macchina da Faenza a Ravenna, e dopo aver coccolato la piccola aliena, nel nostro letto di ospedale: scrivo.

Scrivo di un giorno, oggi, iniziato verso le 5 del mattino, da decisione insindacabile di Franci, che aveva voglia di fare ginnastica.

I nonni per il cambio in ospedale, il nonno come taxi fino alla stazione di Faenza e poi: noi, io e Sara, insieme. 

E se l’agitazione saliva proporzionalmente al nostro avvicinarsi a Roma, che oggi sarebbe stata una giornata di follia lo si poteva già intuire.

Alla stazione di Roma ci aspettava l’autista. Prima volta per tutti per questo tragitto e tra amabili chiacchiere: siamo finite all’Auditorium della Musica, invece che all’Auditorium Rai. Per fortuna in auto i due Auditorium sono abbastanza vicini e, dopo averci recuperate e ripetuto più volte lo stesso percorso in cerca dell’ingresso, a quaranta minuti dalla diretta ci ha portate nel posto giusto: dalla parte sbagliata. 

Mentre i nostri cuori sembravano impazzire e le nostre facce si irrigidivano in una posa plastica mista di ansia, paura ed emozione, siamo passate al trucco e parrucco, sempre scortate dal nostro “angelo custode Telethon” che già da mesi abbiamo avuto la fortuna di conoscere.

E poi lo studio: adrenalina pura.

Io e Sara eravamo mano nella mano e non mi sono quasi resa conto che in un attimo ero seduta su una sedia vicino a lei, sempre stritolandole la mano. Poi: la gola secca, il terrore di dire e fare cose imbarazzanti, la curiosità di vedere il cortometraggio di noi, e le lacrime hanno iniziato il loro cammino.

Alcune domande, per finire con una mia gaffe (e non poteva essere altrimenti) ed era tutto quasi finito. Un po’ di foto, un grande abbraccio a due collaboratrici di Telethon fantastiche e poi: Roma tutta per noi, anche se per poco.

Finalmente anche il respiro era rientrato nei parametri.

Roma che è sempre una favola, e con le luci di Natale ancora di più.

Se non si fosse trattato di me e di una mia degna compagna, sarebbe finito tutto così: treno di ritorno, saluti in stazione e ci vediamo per Natale. Ma, io e Sara insieme siamo un ciclone…

E quindi, nonostante l’enorme anticipo col quale siamo arrivate in stazione, abbiamo visto il nostro treno chiuderci le porte davanti agli occhi.

Dopo una corsa disperata lungo il binario cercando di convincere a gesti una zelante capotreno ad aprirci, il treno è partito:senza di noi.

L’adrenalina è salita di nuovo non poco: con la piccola aliena in ospedale, si affacciava l’incubo di dover passare la notte a Roma.

Un’ennesima corsa tra i binari ci ha portato più fortuna: questa volta un treno è partito con noi. 

Ma se siamo riuscite poi a prendere la coincidenza a Bologna, è stato grazie ad un passeggero che ci ha “adottate” fino al binario. Ora, quando sono salita sul treno, il cuore quasi esplodeva ed ho iniziato a respirare solo a Faenza. Ma tutto è bene quel che finisce bene.

Intanto a Solarolo, grazie allo splendido lavoro della Protezione Civile e dei genitori della scuola primaria, tutti i cuori di Telethon sono stati venduti.

Domani, in occasione del Natale Solarolese,  speriamo di replicare con i biscotti per l’AEER (Associazione Epilessia Emilia Romagna) in piazza da Elisa, e con i posti a tavola alla “12 ore da Palma, Desi e Mari”: da mezzogiorno in poi, si mangia ad ogni ora ad offerta libera. Anche in questo caso il ricavato andrà all’AEER.

E chissà che verso sera non riusciamo a tornare al paesello anche io e la Franci.

Buona notte e grazie per il sostegno e il calore.

P.S. sulla pagina della  Fondazione Telethon c’è un pezzo del cortometraggio 😉

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10 pensieri su “Telethon parte II

  1. Wow…Bellissimo!
    Spero davvero che metteranno a punto questa terapia genica…
    C’è sempre uno spiraglio di LUCE nel buio…sto conoscendo davvero persone straordinarie, come credo anche tu!
    Mi piacerebbe approfondire la nostra conoscenza, anche se come ti ho già detto non amo tanto i social…non saprei dove altro contattarti se non suonare wordpress… Ho cominciato a scrivere per caso su wordpress…

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  2. Carissima volevo darti la buonanotte ringraziando te e Sara per la meravigliosa testimonianza di amicizia e di grande maternità…
    Grazie per essere state la voce di tutti noi…le stesse emozioni che trapelavano dai vostri occhi e dalle vostre mani erano anche le nostre quando abbiamo visto il filmato! Ebbene sì, ci siamo riusciti a vederlo su Rai replay…
    Grazie di cuore!
    Buonanotte e un abbraccio forte!

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