Vacanze Romane giorno 1 di 2

Siamo a Roma da poco più di 24 ore e tra altrettante torneremo a casa, ma questa magnifica città ci ha già regalato tante emozioni e ricordi indelebili.

Nel tardo pomeriggio di ieri ci siamo impossessati di un appartamento carino ed accogliente a Rione Monti, a pochi passi da Stazione Termini.Il tempo della pappa per Franci e la stazione l’abbiamo percorsa in ogni direzione in cerca degli ascensori e dei binari della metropolitana. A seguire, una bellissima serata con un’altra famiglia aliena, tra chiacchiere, risate, riflessioni e pizza.

E a volte fa bene, a volte fa male, a volte fa solo pensare. Trovarsi ieri è stato come stare con degli amici di sempre, ed è forse ciò che accade quando si percorre un sentiero simile. Essere un pesce tra pesci e non un pesce fuor d’acqua. 

So che Franci attira gli sguardi dei molti, ma mai avrei immaginato in una città grande come Roma. In metropolitana quasi se la litigavano, cercando di farla sorridere, inutilmente certo, ma apprezzo il tentativo. Ed anche oggi, un po’ ovunque: rubava sorrisi, non solo sguardi; ed è il bello di passeggiare con lei.

Ma, torniamo a noi.

A mezzanotte, di nuovo in quel di Stazione Termini, eravamo in cerca di chi ci potesse stampare quattro importantissimi allegati, e così ci siamo infilati nella portineria di un albergo; grazie alla cortesia e pazienza del receptionist in turno, ne siamo usciti con quattro fogli tra le mani: le prenotazioni, che il nostro mitico Don T aveva preparato a tempo di record, per l’udienza Papale.

Qualche ora di sonno, ed eravamo di nuovo pronti  (quasi) per ripercorrere le strade di Roma, in direzione del Vaticano.

E da qui, come le trovo le parole?



Prima in fila sotto le colonne quasi in un limbo mentale, a seguire i metal detector e poi, la Piazza davanti a noi. San Pietro, transenne, folla, io e i miei bimbi in prima linea, in attesa del Papa.
E poi, proprio Lui: il Papa, davanti a noi, tra noi, con noi. Le sue carezze ai miei bimbi, la stretta di mano e la benedizione a Franci. Il tutto scandito  da un cuore in gola, le mie parole spezzate dalla commozione e dalle lacrime e un super terrestre quasi timoroso. E la piccola aliena? Beh, lei non poteva che essere la bella addormentata. 

Poi, si ritorna con i piedi per terra, in cerca di Andrea (in “solitaria” lontananza), per unire di nuovo la famiglia prima del diluvio.

Stendiamo un velo di semi-oblio sulla sosta obbligata in un locale subito al di là del colonnato. Carino e in posizione strategica, e  quindi decisamente caro.

Non potendo comunque spendere un intero stipendio in attesa del bel tempo, dopo pranzo abbiamo coperto con il para pioggia l’unica che ne disponesse: Franci,  e ci siamo buttati in strada sotto la pioggia bagnati e felici.

Roma ci ha stregato di nuovo poche ore dopo, tra i fori imperiali, le viuzze del centro, il Tevere,  le sue rinomate piazze e fontane, colpiti da ogni angolo di questa città, che ci piace, tanto. 

E niente, io oggi ho baciato il Papa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...