Falsi ritorni

Ore 7 di un sabato mattina, day after del ricovero a Bosisio Parini e fine settimana di ferragosto. Date queste premesse, da dove potrò mai scrivere se non da una stanza di ospedale?

Questa mattina Franci era particolarmente agitata e disturbata. Ci è voluto un attimo per capire il perché. La giugulare sembrava di nuovo voler uscire dal suo collo, mentre un cuore in corsa accelerava il passo, per andare dove non si sa.

Anzi, si sa: a Faenza in ospedale. 

Ovviamente con Andre di turno al lavoro e Marti accoccolato nel mio letto. Per fortuna che ci sono i nonni, sempre pronti ad occuparsi del super terrestre al suo risveglio solitario.

Mentre andavo in direzione dell’ospedale ero un po’incerta: “e se quando arrivo non ha più niente?” Mi dicevo. Eh sì, perché magari il cuore così come ha iniziato a correre, poi smette. Ci ha pensato Franci, con 220 battiti al minuto in triage a farmi passare ogni dubbio.

Poi un gran via vai di medici e infermieri attorno alla piccola strabiliante aliena, che nonostante tutto, voleva mangiare. Grazie all’intervento di tutti, il battito  è rientrato nella norma e già mi illudevo di dover passare solo qualche ora in reparto a titolo cautelativo. E invece… trasferimento al Sant’Orsola di Bologna. Perché a ferragosto essere nel posto top è importante.

Che botta però.

Sì, perché pregustavo spese pazze con Marti e Franci per la grigliata di mezza estate con gli amici: addobbi, palloncini, tovaglie e tovaglini. E invece ho una stanza di cortesia per genitori di bambini in terapia semi-intensiva e gli orari per vederla, quasi come nelle due settimane dopo il suo atterraggio. 

Oggi dormiamo a Bologna, dopo due anni di nuovo in stanze separate. Per fortuna questa volta nella stessa città e nello stesso ospedale, e speriamo che la notte passi tranquilla, così domani mattina riproviamo a tornare a casa. E a restarci.

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3 pensieri su “Falsi ritorni

  1. Sei una donna e mamma rara…. sei una risorsa….e la piccola aliena non ha scelto a caso.

    Sapeva che di te poteva fidarsi,è che il tuo amore avrebbe superato debolezze e attimi di sconforto….

    Lei lo sapeva…che nelle sue non parole avrebbe trovato un cuore potente,capace di leggere tra le sue immobili pupille….
    Questo è un viaggio durissimo, che solo chi sa gioire per la vita può affrontarlo .
    Un abbraccio da mamma e da romeo

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  2. Che dolore questa continua corsa, ti lascia senza fiato. Sei una mamma speciale, e vai sempre avanti, anche nello sconforto. Io sto perdendo terreno, sono sempre più stanca, e arranco nelle attività quotidiane. Tu sai descrivere con dolcezza anche i momenti più bui e sei per me un grande esempio. Grazie ancora. Spero siate tornate a casa adesso e possiate godere di un periodo di serenità. Un abbraccio.

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