Cona

Pannelli esagonali neri si alternano a rombi di parete bianca. Un lettino, una sedia, un bidone per la carta, con un arcobaleno di bambini e una terra sorridente perché teniamo pulito.
Il tempo scorre lento, al battito dei suoni che escono dalla sua cuffia. Conto i secondi, conto i rumori, prego, penso, quasi mi addormento seguendo il ritmo del suo respiro. Il braccio che le sorregge il capo è un po’ indolenzito. Dal vetro vedo le espressioni della dottoressa e della tecnica dell’abr, non sembra nulla di buono. Ma ora sono proprio come lei, che dorme tra le mie braccia: ipoacustica, gravemente. La stanza è insonorizzata, sento solo rumori lontani provenire dalle sue cuffie.
Finalmente posso sciogliere gambe e braccia, l’esame è finito, ma si capisce subito che non siamo state promosse.

Fortunatamente il super terrestre non è con noi, ma al mare con amici, perché lacrimo senza ritegno già lungo il corridoio dell’ospedale.

Come dice una persona molto cara: la vita continua a insegnare e io continuo a non imparare.

Continuo ad illudermi che qualcosa possa migliorare, continuo a prendere schiaffi in pieno viso dalla vita ferita che amo immensamente.

image
Murales
Annunci

Un pensiero riguardo “Cona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...