pensieri da un tempo che fu

Avevo 16 anni, lunghi ricci capelli neri, anfibi slacciati ai piedi, larghi maglioni e tre colori: il nero, il grigio e il viola (quest’ultimo per imitazione del mio amato fratello maggiore Derek).

Passavo le giornate a studiare, o con una penna tra le mani a scrivere fiumi di parole a lume di candela (un po’ come adesso, ma senza candela e su un pc). Tra queste fiumane, raccolsi alcuni racconti brevi caratterizzati da: fuga, paura, morte… tutti temi cari all’adolescenza insomma (o no?).

Cosa c’entra tutto questo con il pianeta 1p36? L’altro giorno, alcuni versi di quei racconti sono riaffiorati come spine in un fianco: me lo sentivo già? In un certo senso sapevo già che Franci sarebbe arrivata e non avrebbe avuto vita facile? E’ possibile?

“Francesca è rinchiusa in una gabbia, (…) vede il giorno nascere e il giorno morire, come le farfalle, gli uomini, i suoi pensieri… Ha deciso di lasciarsi abbandonare nella sua pazzia, ha finito di lottare. ”

Ora, non siate troppo cattivi nel giudicare, (il peggio, tra l’altro, l’ho giustamente tenuto per me) però, ripensandoci, ho avuto la pelle d’oca.

Quella Francesca l’avevo costruita io, e se guardo la mia piccola vera Francesca, intrappolata nelle grinfie dell’orco che la abita, beh… mi sembra quasi di averle portato sfortuna.

Il ventennale racconto termina con una breccia di speranza (e per fortuna!):

” Guardò verso l’orizzonte e pensò a quanto ancora sarebbe stato lungo il cammino, il suo viaggio verso l’eterna felicità. Guardò il sole tuffarsi nel mare e spandersi tutt’intorno colorando il cielo come un pittore, e in quell’attimo, si accorse di quanta felicità stava provando, più grande di ogni sofferenza… ”

Oggi la Francesca creata allora parla alla io del presente, che nonostante il brusio continuo del dolore, tenta di ascoltare la voce e i vocalizzi dei propri figli, per cercare di far vincere la felicità al di là di ogni sofferenza.

la padrina

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2 pensieri su “pensieri da un tempo che fu

  1. …posso capire che emozione strana possa averti presa la gola ma non le hai portato sfortuna..a volte sembra che abbiamo come già viste cose che poi accadono molto più in là. la vita è un mistero. … ma quanto scrivi bene… grazie per condividere cose così tue, ma la vita in fondo vale proprio se si riesce a fare questo secondo me.
    baci

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