pellegrinaggi e sogni

Lunedì all’alba, la piccola aliena, il fratellone terrestre, mamma, papà e nonna sono partiti in auto: destinazione Collevalenza e il suo Santuario.

Lo sbarco sulla terra di Franci ha messo a dura prova la mia fede, molto precario il mio rapporto con Dio. Giorni passati a chiedersi come può Dio permettere tanto dolore in esseri così piccoli e indifesi?!  E più chi mi stava vicino mi diceva che pregava per noi, più mi infastidivo.

Ricordo che l’ ottobre scorso, una splendida mamma, ricoverata con il suo bimbo, mi donò santini e olio benedetto: fu un gesto di grande generosità da parte sua, perché li teneva sempre con sé e sapevo che li aveva portati per il piccolo Felice. Purtroppo, seppur apprezzai la sua dolcezza e il suo amore per la mia piccola 1p, il mio cuore era ancora troppo colmo di rabbia.

Per “scrupolo”, avevo comunque sin da subito ben collocato tutti i santini, i fazzoletti, gli oli e le acque che mi erano state donate per lei con tanto affetto da parte di persone care, ma ripeto: con una buona dose di dubbio e di rabbia.

Poi, lentamente, ho riassunto Dio a tempo indeterminato, aiutata anche dalla vicinanza e dal sostegno di mio cugino, che è anche un Don.

Quando ricoverammo Franci a Ravenna, per i primi scherzi del cuore, lo pregai di raggiungerci e di battezzare Franci, avevo avuto così tanta paura di non poterla più avere tra le mia braccia!  Il mattino dopo Francesca Linda Maria ebbe il suo primo battesimo. (  Il secondo, bellissimo, il 25 aprile).

Quel giorno segnò una svolta.

E così, dopo l’ultimo ricovero a Bologna, e prima del prossimo, siamo partiti verso il Santuario di Collevalenza (una piccola Lourdes italiana) senza sapere bene cosa aspettarci.

Avevo letto che si facevano le immersioni nelle piscine, e quindi: ho preparato il mio zainetto con i teli e i costumi, raccomandando a Martino di non fare rumore e no, non poteva fare i tuffi o nuotare a rana.

Abbiamo scoperto poi che le piscine sono in realtà delle vasche in cui si ripete il rito battesimale e quindi, il mio zainetto e le mie raccomandazioni al super terrestre erano state inutili.

Ma che atmosfera!

Ho iniziato a piangere dal momento in cui il parroco mi è venuto incontro chiedendomi se la bimba fosse malata e ho continuato senza sosta e senza vergogna fino alla fine della cerimonia.

Non lo avrei mai creduto: è stato veramente liberatorio, in tutti e tanti sensi.

Da quel giorno ho sognato spesso Franci: mentre corre, mentre ride e  mentre cammina, e voglio credere che ci sia una possibilità, per lei, che questi sogni diventino prima o poi la realtà.

collevalenza

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3 pensieri riguardo “pellegrinaggi e sogni

  1. Io sono atea, ma quando qualcuno mi dice che pregherá per la mia piccola lo ringrazio, perché so che in cuor suo ci ha rivolto un gesto e un pensiero d’amore. Se la fede e il pellegrinaggio ti hanno aiutata nell’affrontare questo viaggio alla scoperta dell’ignoto credo sia una buona cosa, nella grande sofferenza che dobbiamo affrontare qualunque aiuto per il nostro cuore e la nostra mente è un balsamo sulle ferite. Un abbraccio

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  2. Ho provato anch’io le tue stesse sensazioni, con la mia piccola, nata con una malformazione celebrale causata dalla rottura del cromosoma 13. Ora dopo 14 anni che è ritornata in cielo dopo essere rimasta con noi solo un anno, mi chiedo ancora perché Dio possa permettere tanta sofferenza……..
    Mi è rimasta comunque la rabbia per non essere riuscita a fare nulla. Nonostante tutto ringrazio Dio di avermi donato il fratello gemello sanissimo che mi ha dato tanta forza per andare avanti, e il mio angelo dal cielo che ci protegge…….

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