Cuore

Che la mia piccola aliena avesse un cuore difettoso lo sapevamo: ci avevano preparati, e devo dire con tatto e umanità, già dai giorni in TIN a Ravenna ad un probabile intervento. Poi gli esami migliorarono e l’epilessia divenne la grande protagonista delle nostre giornate.

Ci dimenticammo del cuore: e probabilmente per questo, se ne ebbe a male.

Quando a  marzo tentai di rientrare dalla mia maternità, preoccupata per Franci, ma felice di ritrovare i miei colleghi e un po’ di normalità,  capii subito che non sarei rientrata tanto facilmente: il cuore di Franci era come impazzito, e andava a tutta velocità.

Ancora increduli, lasciando Martino a casa dai nonni, eccoci di nuovo, babbo e mamma di piccola 1p,  in macchina in direzione di Ravenna. I medici erano già stati avvisati dalla nostra pediatra e in Pronto Soccorso Pediatrico ci aspettavano: di nuovo.

Franci fu subito attaccata ai vari monitor e macchinari mentre io e Andrea  ci “accucciammo” in un angolo. Guardavo mia figlia ricoperta da fili ed elettrodi, circondata dal medico e dalle infermiere: mi sembrava di guardare una puntata di ER. Non ero lì, non poteva essere lei quella bambolina pallida e immobile. Poi la ricerca di una vena impossibile e finalmente l’iniezione del farmaco: anche questa volta la nostra aliena aveva combattuto la sua battaglia per restare su questo pianeta. E aveva vinto. Quanto avesse rischiato lo capimmo solo dopo, per fortuna.

Ma se questo era il mio primo giorno di lavoro… iniziavo bene!

Il ricovero durò una settimana. Ero di nuovo in reparto: ormai ne conoscevo e stimavo medici, infermieri ed oss, altri li avrei conosciuti. Ormai sapevo che nei momenti di disperazione potevo sempre andare a rifugiarmi dalla mia cara panchina del pianto.

E ci andai, più di una volta.

La mia piccola aliena lottava contro tre nemici: epilessia, aritmia e rota virus. Io mi feci avvilire da uno solo. Non imparavo da lei a tirare fuori le unghie, ma mi facevo assalire dall’attacco di uno solo, forse perché da un medico ti aspetti rassicurazione, onestà, umanità, e se in tanti professionisti l’abbiamo trovata, è anche vero che non in tutti.

Seduta sulla mia panchina, supportata dall’affetto della mia famiglia e delle mie amiche più care, ruscii a rimettermi faticosamente in piedi e a mettere ordine ai pensieri, alle paure, alle parole.

Avrei affrontato tutto con la stessa grinta della mia cucciola, sarei rimasta a casa ancora un po’ e poi, la vita ci avrebbe mostrato il percorso.

Certo ora sapevamo che se l’epilessia è maleducata, il cuore è permaloso.

Nonostante le attenzioni nuovamente riportate su di lui, a Pasqua non ci ha fatto mancare un’altra settimana di ricovero: era impazzito di nuovo.

Questa volta sapevamo cosa c’era in gioco, questa volta è stato più difficile guardare medici e infermieri, ma soprattutto un monitor, che non era più muto per noi. Io e Andrea aspettavamo che il farmaco, anche questa volta, riportasse tutto a posto, rincuorati dalla presenza di un medico ormai diventato a noi caro. Ci è voluto più tempo, più farmaco, più fiato sospeso: ma anche questa volta ha vinto lei, la nostra piccola grande 1p.

Ora prende un farmaco che dovrebbe tener tranquillo il cuore, insieme al farmaco che deve tener tranquilla l’epilessia, e presto forse prenderà un farmaco per dare invece una spintarella alla tiroide, ma nel frattempo continua a lottare e ad insegnare a noi come si fa.

cuore

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3 pensieri su “Cuore

  1. Ciao mamma della piccola “aliena” leonessa, sono Marcello e sono venuto a conoscenza della vs. storia grazie a LAURA.
    Ora non credo che le mie parole possano confortarti più di tanto, ma volevo esprimerti tutta la mia solidarietà per quello che state passando.
    Non ho figli, ho letto i tuoi post con le lacrime agli occhi, ma credo che dover affrontare una situazione del genere sia spesso deprimente e disarmante perché vorresti fare l’impossibile ma più di tanto non puoi fare.
    Ma tu devi continuare a lottare con lei perché ogni suo sguardo e ogni suo sorriso valgono 1000000 di volte le notti insonni e le fatiche che farai.
    Ti mando un abbraccio forte. Dai 1 bacino da parte mia alla piccola LEONESSA.

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  2. Grazie con tutto il Cuore per aver condiviso questo grande Esempio di Coraggio! Un abbraccio con tutto l’Amore che la lettura della vostra storia ha mosso in me. Leggervi mi fa sentire voi e la Vostra piccola Aliena estremamente Vicini.

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  3. In questo post leggo la paura, e leggo la fatica, e leggo la stanchezza, che sono davvero grandi, più della tua capacità di rendere lieve il dolore, con parole che sorridono alla vita. Ti sono vicina e vi abbraccio, tutti e quattro.

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